Sostenibilità: come la produzione tessile influisce sull’ambiente?

Nell’industria tessile una delle sfide più significative è quella della sostenibilità ambientale. Richiede considerevoli disponibilità idriche, energia e sostanze chimiche. Uno dei principali problemi riguarda l’enorme utilizzo d’acqua per la coltivazione delle materie prime e la tintura dei tessuti. Ad esempio, la produzione di una singola t-shirt in tessuto naturale può richiedere fino a 2.700 litri d’acqua, mettendo a dura prova le risorse idriche, soprattutto in aree già fragili.

sostenibilià ambientale nel tessile pratrivero

L’eccessivo sfruttamento delle materie prime è principalmente legato alla produzione tessile su larga scala, che favorisce la produzione di beni accessibili in numerosi mercati. Questa tendenza si è diffusa a livello globale, portando con sé conseguenze: la produzione di abbigliamento è aumentata, ma la durata media dei capi è diminuita, contribuendo al loro smaltimento in discariche, spesso al di fuori dell’Europa e lontano dal nostro sguardo. Tuttavia, resta ancora spazio per un cambiamento verso pratiche più sostenibili. In questo articolo, verranno illustrate le problematiche legate alla produzione tessile non sostenibile e le soluzioni per ridurre l’impatto ambientale adottate da Pratrivero e in generale dal distretto tessile Biellese. Si tratta di un hub territoriale e industriale particolarmente virtuoso, con un’eredità manifatturiera secolare, che oggi declina la qualità anche in termini di sostenibilità, di prodotto e di filiera.

Quali sono i rischi ambientali dei tessuti naturali?

Anche se i tessuti naturali come il cotone e la lana sono considerati più sostenibili rispetto ai materiali sintetici, presentano comunque importanti criticità a livello ambientale. La coltivazione del cotone, ad esempio, richiede erbicidi e pesticidi che possono contaminare il sottosuolo. Inoltre, le monoculture di cotone possono esaurire il terreno e richiedere un uso eccessivo di fertilizzanti. Per quanto riguarda la produzione di lana, invece, sebbene sia biodegradabile, può avere un impatto negativo sull’ambiente a causa del pascolamento intensivo. Per questo motivo i produttori locali dell’industria tessile – una delle eccellenze del Made in Italy e del territorio Biellese nello specifico – si stanno attrezzando per garantire un rigido controllo su tutta la filiera, per diminuire l’impronta ambientale. Il tessuto non tessuto di Pratrivero, ad esempio, è realizzato con una particolare attenzione alla sostenibilità dei processi: prevede anche il riciclo degli scarti di produzione, che vengono nuovamente immessi nella filiera.

Come le industrie tessili causano inquinamento dell’aria?

Le industrie tessili giocano un ruolo significativo nell’inquinamento atmosferico attraverso le diverse fasi di produzione. La filatura, la tessitura e la finitura di materiali come poliestere e nylon richiedono energia da fonti fossili come petrolio e gas naturale, emettono anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera e possono impattare in misura significativa sul cambiamento climatico.

La produzione di fibre sintetiche può generare emissioni di gas inquinanti, come ammoniaca e biossido di zolfo, potenzialmente influendo sulla qualità dell’aria. L’impiego di solventi chimici per la pulizia e il trattamento dei tessuti può rilasciare inoltre Composti Organici Volatili (COV) nell’atmosfera, dannosi sia per l’ambiente che per la salute umana. Per questo motivo le aziende tessili del territorio biellese, tra cui Pratrivero, hanno adottato azioni per ridurre le emissioni: filtrare l’aria dai processi di finitura tessile e depurare le acque reflue prima del loro rilascio nell’ambiente possono fare una grande differenza.

 

Quanto inquina il settore tessile?

La questione dell’inquinamento legato al settore tessile è rilevante non solo per la produzione stessa, ma anche per il rapido ciclo di produzione e consumo di abbigliamento. La produzione su larga scala di capi a prezzi accessibili, spesso a discapito della qualità, alimenta il problema dei rifiuti tessili. Questi prodotti, dalla vita utile limitata, finiscono frequentemente in discarica dopo un breve utilizzo, contribuendo notevolmente alla crisi dei rifiuti. Inoltre, il trasporto globale di tessuti (in particolare abbigliamento) comporta consistenti emissioni di gas serra, necessarie per spostare i prodotti finiti dai Paesi di produzione ai mercati di vendita. Per questi motivi, scegliere produttori e partner commerciali di qualità e di prossimità è sempre una buona pratica, anche in termini di sostenibilità ambientale.

Una svolta sostenibile

A causa delle crescenti preoccupazioni ambientali e sociali legate alla produzione e al consumo intensivo di abbigliamento, sta emergendo una spinta sempre più forte verso una maggiore sostenibilità nel settore tessile. Ciò si riflette in misure concrete, come l’adozione di materiali ecologici e l’implementazione di processi di produzione più efficienti. Entro il 2025, in accordo con l’Action Plan emanato dall’Unione Europea a marzo 2020 per il raggiungimento degli Obiettivi di Sostenibilità, ci si aspetta che l’industria tessile diventi un’economia circolare a tutti gli effetti. Aziende come Pratrivero (eccellenza del Biellese nella produzione di tessuto non tessuto) e più in generale si potrebbe parlare del polo industriale tessile Biellese, sono un esempio di come si possa operare nel pieno rispetto delle pratiche sostenibili. Per quanto riguarda Pratrivero: ha le proprie sedi dislocate in territori ancora molto verdi e poco inquinati ed è quindi attenta a preservare integro l’ambiente in cui opera e persegue un processo di sviluppo sostenibile della propria produzione di TNT. Le azioni per una produzione a basso impatto ambientale riguardano il riciclo delle fibre e l’efficienza energetica, i cui risultati sono consultabili nel relativo report sulle azioni sostenibili; le risorse idriche, per la riduzione del fabbisogno di acqua nei processi produttivi e la riduzione delle emissioni, sia per quanto riguarda le immissioni in atmosfera che per quanto riguarda lo scarico di acque e l’utilizzo delle risorse energetiche. Di questo ultimo punto, ne è un esempio il recente impianto fotovoltaico installato nella sede di Valdilana.

Tali iniziative non solo vanno nella direzione di una produzione tessile più sostenibile, ma suggeriscono anche da modello positivo per l’intero settore, dimostrando che è possibile coniugare produzione tessile e responsabilità ambientale. È importante sottolineare, su questo tema in modo prioritario, l’importanza di un’azione di gruppo, tra tutti i player del settore. Una responsabilità condivisa e in piena sinergia col territorio, per preservare la bellezza del paesaggio e la qualità del distretto tessile a tutto tondo.